È possibile creare cocktail analcolici di classe ed eleganza?
Scopri Almave: la quintessenza del distillato d’agave blu oltre la gradazione alcolica
Con vero piacere condivido con voi un momento che segna una nuova tappa della mixology consapevole: sono stata invitata in veste di esperta di analisi sensoriale al lancio ufficiale in Italia di Almave, il primo distillato premium analcolico di agave blu, ideato da Lewis Hamilton insieme al noto Master Distiller Iván Saldaña.
Nel panorama contemporaneo della mixology e della cultura del bere consapevole, la parola “analcolico” non deve più evocare rinuncia, ma piuttiazzo di possibilità. Quando eleganza, identità organolettica e ricerca sensoriale si intrecciano con innovazione e audacia, il risultato è un’esperienza sensoriale che parla al cuore — e al palato. È in questo contesto che arriva Almave, il primo distillato premium analcolico di agave blu, che osa portare “l’arte del tequila” oltre la gradazione alcolica.
Ho avuto il privilegio di partecipare al lancio in Italia, su invito come esperta e docente di analisi sensoriale, e posso dirti con assoluta sincerità che l’incontro con Almave è stato un dialogo tra eleganza e audacia, fra tradizione e futuro. In questo articolo ti guiderò dietro le quinte del progetto, mettendo in luce le finezze aromatiche, le aspettative del mercato e il potenziale rivoluzionario — anche nella scena italiana dei cocktail.
La mia presenza al brunch esclusivo negli uffici di Pernod Ricard, con uno straordinario panorama sullo skyline dei grattacieli di Gae Aulenti e Porta Garibaldi, ha rappresentato per me non solo un onore, ma un’occasione di scambio autentico. Abbiamo assaporato insieme Almave Blanco e Ámbar, confrontando le caratteristiche aromatiche, gustative e sensoriali che rendono questo progetto unico.
Durante l’evento, ho potuto dialogare direttamente con Iván Saldaña e il team creativo, approfondendo il processo che, pur ispirandosi alla tradizione del tequila, sceglie di operare oltre la gradazione alcolica. Le esperienze di degustazione, la miscelazione calibrata e la bellezza dei luoghi sono testimonianza che un cocktail analcolico può essere raffinato, forte d’identità, complesso ed elegante.
Per me è un privilegio essere parte di questo dialogo tra eccellenza tecnica, estetica sensoriale e innovazione. La via del “bere consapevole” è anche una via di gusto, cultura e bellezza — e Almave ne è esempio concreto.
Grazie a Lewis Hamilton, Iván Saldaña, Pernod Ricard Italia e a tutti i presenti per aver condiviso questa esperienza sensoriale di grande interesse.
Il concept e l’identità di Almave
Almave non è tequila — e lo dichiara con forza — ma è il primo distillato analcolico d’agave blu, ottenuto attraverso un processo che salta la fermentazione e mette al centro la distillazione, per catturare l’essenza dell’agave stessa.
In partnership con Casa Lumbre in Messico e con l’impronta visionaria di Lewis Hamilton, Almave nasce per offrire un’alternativa di qualità: un distillato che non rinuncia all’anima dell’agave ma la rende accessibile anche nei momenti in cui l’alcol non è desiderato.
In agosto 2024, Pernod Ricard ha annunciato l’acquisizione di una quota minoritaria nel brand Almave, consolidando una partnership strategica che unisce la forza distributiva globale con una visione audace nel mercato degli analcolici premium.
Il passo segna un posizionamento forte: Almave si inserisce nel segmento super premium con due espressioni distinte, Blanco e Ámbar, progettate per rispondere ai diversi bisogni della mixology contemporanea.
Le due anime: Almave Blanco e Almave Ámbar
Due espressioni per due modalità d’impiego — mixology o degustazione — ma con un filo conduttore: la qualità dell’agave e l’equilibrio organolettico.
Almave Blanco
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Cristallino, leggero, con note verdi e vegetali, un bouquet fresco che si presta perfettamente alla miscelazione.
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Al palato: equilibrio di dolcezza, acidità e una punta minerale che ricorda la purezza dell’agave.
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Ideale per reinterpretare cocktail classici come la Margarita in versione zero-proof.
Almave Ámbar
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Colore ambrato, con note complesse di agave cotta, caramello, vaniglia e legni tostati.
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Al palato, stratificazioni aromatiche che invitano alla degustazione anche in purezza o su ghiaccio.
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Versatile: perfetto da solo o in cocktail “spirit-forward” dove l’eleganza aromatica diventa protagonista.
Questa dualità permette a mixologist e appassionati di declinare Almave sia nei momenti conviviali, sia in esperienze sensoriali più intime, sempre con una grammatica gustativa sofisticata.
Il mercato italiano: opportunità e sfide
L’Italia, patria della cultura del bere e del cocktail design, è un terreno fertile per innovazioni autentiche. Il segmento dei drink analcolici (mocktail, low & no) è in crescita e richiede oggi prodotti che siano più che semplici surrogati: vogliono contenuto, storytelling e struttura aromatica valida. Almave entra in Italia con un posizionamento alto, grazie alla partnership esclusiva con Pernod Ricard Italia.
Il lancio ufficiale prevede tappe importanti:
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22 settembre a Milano, presso Casa Tobago (Viale Umbria, 120)
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24 settembre a Roma, presso il Pastificio San Lorenzo (Via Tiburtina, 196), con cocktail curati da Blind Pig e Pastificio San Lorenzo
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23 settembre, un brunch esclusivo negli uffici di Pernod Ricard a Milano, con la presenza di Iván Saldaña, interviste e dialoghi ravvicinati
La scelta di queste location urbane, con skyline contemporanei e ambienti sofisticati, è coerente con la visione del brand: eleganza urbana, contaminazione cosmopolita, incontro tra estetica e sostanza. Sono onorata di esser stata invitata a questo momento privilegiato, come esperta di analisi sensoriale, per confrontarmi con gli ideatori, degustare in anteprima e contribuire al dialogo tra gusto, tecnica e innovazione.
Il mio punto di vista sensoriale
Essendo stata protagonista di una degustazione guidata, posso condividere alcune impressioni che parlano del valore autentico del progetto:
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Al primo sorso, Almave non compensa l’assenza dell’alcol con dolci artifici: il carattere è quello dell’agave stessa, con delicatezza e profondità, senza eccessi.
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Le texture sono ben calibrate; la progressione aromatica si sviluppa con grazia, senza strafare.
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In miscelazione, Blanco si fonde con agrumi, erbe e note saline; in purezza, l’Ámbar rivela la sua ricchezza, invitando alla contemplazione gustativa.
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Tra le sue frecce più intriganti c’è una leggera spinta speziata (si parla anche di un tocco sensoriale di capsaicina nel racconto stampa) che dona personalità e carattere.
Queste caratteristiche rendono Almave un prodotto non solo da bere, ma da studiare — e da inserire con consapevolezza nei rituali del bere contemporaneo.
Significato culturale e visione futura
Almave è un manifesto: dimostra che l’analcolico può essere sofisticato, identitario, espressivo. È una risposta evoluta al desiderio crescente di bilanciare piacere e benessere, di non rinunciare al gesto del bere e all’arte della miscelazione imbottigliando emozione e tecnica in un’esperienza zero proof.
Nel medio termine, credo che Almave possa diventare un punto di riferimento nei bar di fascia alta, nei menu “no & low” dei cocktail bar d’avanguardia, nelle esperienze sensoriali legate a ristoranti, hotel di lusso e location emozionali. E, naturalmente, come docente ed educatrice sensoriale, mi trovo ad affiancare queste evoluzioni e accompagnare produttori nella scoperta del valore gustativo autentico di valori sostenibili ed eccellenti.






