La Trattoria di Campagna rappresenta oggi una delle espressioni più autentiche, mature e consapevoli della tradizione gastronomica valdostana. Un luogo che ha saputo emancipare il concetto stesso di “trattoria”, trasformandolo in un presidio culturale del gusto, dove la cucina di montagna si racconta con rigore, precisione tecnica e profondo rispetto per la stagionalità e per il territorio.
L’accoglienza è immediatamente rivelatrice dell’anima del luogo: siamo stati fatti accomodare in un tavolo intimo, all’interno della cantina dei vini. Uno spazio straordinariamente suggestivo, avvolgente, quasi iniziatico, dove pietra, legno e bottiglie raccontano una storia di passione, competenza e visione. Qui la cultura del vino non è un complemento, ma un linguaggio strutturato, vivo, centrale nell’esperienza.
La cantina è, a pieno titolo, una delle grandi eccellenze della Trattoria di Campagna. Oltre cinquecento etichette compongono una carta dei vini di colta profondità e coerenza, capace di valorizzare in modo esemplare la Valle d’Aosta, affiancandola con intelligenza a una selezione ampia e qualificata di vini italiani e internazionali. Ogni scelta è guidata da una visione contemporanea e autorevole, che eleva l’abbinamento cibo-vino a gesto culturale. Qui il vino non accompagna: dialoga, interpreta, completa.
Ogni piatto viene abbinato a un vino pregiato, selezionato per voi da Beatrice Cortese, la migliore sommelier della Valle d’Aosta, che insieme ai suoi calici porta uno spirito intraprendente, visionario e innovativo.
La cucina segue la stessa filosofia. La tradizione non viene semplicemente custodita, ma riletta, affinata, portata a una nuova consapevolezza espressiva. Il percorso di degustazione si apre con il Pan Farinel, pane dolce con fichi, uvetta e noci, servito con lardo di Saint-Rhémy-en-Bosses e miele di castagno: un assaggio che racchiude l’anima alpina tra dolcezza, sapidità e memoria.
Seguono gli gnocchi arborinati, realizzati con patate di montagna e avvolti da una raffinata crema al Blu d’Aosta: un piatto che racconta l’altitudine, il latte, il tempo, e una manualità rispettosa. La carbonara di vitello sorprende per originalità e profondità: carne stufata, profumata con bacche di ginepro e chiodi di garofano, cotta nel vino rosso e servita con polenta ai sette grani. Un piatto identitario, potente, perfettamente calibrato.
Tra gli antipasti, spicca la tartare invernale di Fassone piemontese con lardo di Saint-Rhémy, castagne e gocce di miele, esempio di equilibrio ed eleganza. La trota d’altura affumicata, tagliata al coltello e accompagnata da finocchi e arancia, offre una lettura fresca e precisa del territorio. Le bossoleine avvolte nel prosciutto di Saint-Rhémy, con Fontina in tempura e fonduta, completano con coerenza il racconto alpino.
Le celebri crêpes alla valdostana restano un simbolo intramontabile, mentre la zuppa valpellinentze, con pane nero, cavolo di stagione, brodo e Fontina d’alpeggio, trasforma il comfort food di montagna in un’esperienza profonda e identitaria. Risotti, agnolotti al tartufo e tagliatelle al cinghiale raccontano una cucina generosa, sincera, di grande solidità tecnica.
I secondi piatti confermano autorevolezza e carattere: scaloppa e sottofiletto abbracciati al Blu d’Aosta esprimono intensità e armonia, mentre il cervo con polenta ai sette grani gratinata alla Fontina d’alpeggio chiude il percorso con forza, eleganza e coerenza territoriale.
La Trattoria di Campagna è un luogo dove cucina, vino e memoria dialogano con autenticità. Un indirizzo che ha saputo portare la cucina valdostana oltre gli stereotipi, restituendole dignità, profondità e visione.
Un vero punto di riferimento per chi cerca la grande cucina alpina e una cultura del vino di territorio capace di valorizzarne identità ed eccellenza.
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Trattoria di Campagna today represents one of the most authentic, mature and conscious expressions of Valdostan gastronomic tradition. A place that has successfully emancipated the very concept of the “trattoria,” transforming it into a cultural stronghold of taste, where mountain cuisine is narrated with rigor, technical precision and profound respect for seasonality and territory.
The welcome immediately reveals the soul of the place: we were seated at an intimate table inside the wine cellar. A remarkably evocative, enveloping, almost initiatory space, where stone, wood and bottles tell a story of passion, expertise and vision. Here, wine culture is not a complement, but a structured, living language, central to the overall experience.
The cellar is, in every sense, one of Trattoria di Campagna’s greatest excellences. Over five hundred labels compose a wine list of remarkable depth and coherence, capable of celebrating Val d’Aosta in an exemplary way while intelligently embracing a broad and carefully curated selection of Italian and international wines. Every choice is guided by a contemporary and authoritative vision that elevates food and wine pairing to a true cultural gesture. Here, wine does not merely accompany: it dialogues, interprets and completes.
Each dish is paired with a fine wine, carefully selected for the guest by Beatrice Cortese, the finest sommelier in the Valle d’Aosta, who brings with her glasses an enterprising, visionary and innovative spirit.
The cuisine follows the same philosophy. Tradition is not simply preserved, but reinterpreted, refined and brought to a new level of expressive awareness. The tasting journey opens with Pan Farinel, a sweet bread with figs, raisins and walnuts, served with Saint-Rhémy-en-Bosses lardo and chestnut honey—an opening bite that encapsulates the alpine soul through sweetness, savoriness and memory.
Next come the gnocchi arborinati, made with mountain potatoes and enveloped in a refined Blu d’Aosta cream: a dish that speaks of altitude, milk, time and respectful craftsmanship. The veal carbonara surprises with originality and depth: slow-stewed veal, scented with juniper berries and cloves, cooked in red wine and served with seven-grain polenta. A powerful, identity-driven dish, perfectly calibrated.
Among the starters, the winter Fassone beef tartare with Saint-Rhémy lardo, chestnuts and drops of honey stands out as an expression of balance and elegance. The smoked high-altitude trout, hand-cut and paired with fennel and orange, offers a fresh and precise interpretation of the territory. Bossoleine wrapped in Saint-Rhémy cured ham, with Fontina in tempura and fonduta, coherently complete the alpine narrative.
The celebrated crêpes à la valdostana remain a timeless symbol, while the Valpellinentze soup, with black bread, seasonal cabbage, broth and Fontina d’alpeggio, transforms mountain comfort food into a deep and identity-driven experience. Risottos, truffle agnolotti and wild boar tagliatelle tell the story of a generous, sincere cuisine with remarkable technical solidity.
Main courses confirm authority and character: scaloppa and tenderloin embraced by Blu d’Aosta express intensity and harmony, while venison with seven-grain polenta gratinated with Fontina d’alpeggio closes the journey with strength, elegance and territorial coherence.
Trattoria di Campagna is a place where cuisine, wine and memory engage in an authentic dialogue. An address that has carried Valdostan cuisine beyond stereotypes, restoring its dignity, depth and vision.
A true benchmark for those seeking great alpine cuisine and a territorial wine culture capable of enhancing identity and excellence.
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Trattoria di Campagna
Località Saint Maurice, 57
11010 Sarre (AO)
+39 0165 25 74 48
info@trattoriadicampagna.it
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Autore
Annalisa Fontana
Critica Enogastronomica | Sommelier AIS | Giudice Internazionale
Docente di Analisi Sensoriale e Abbinamento Cibo-Vino
Brand Storyteller
specializzata in Turismo Enogastronomico,
con un approccio evoluto, culturale e sensoriale
Esperta di comunicazione dell’eccellenza enogastronomica
e di valorizzazione culturale dei territori
Founder & Director di Taste and Style – Gusto e Stile
Ideatrice del metodo sensoriale evoluto Taste Your Feeling™
Viaggio sensoriale verso la sostenibilità dell’essere


















