A Carpi, dal 25 al 27 settembre,
tre giorni dedicati a produzioni, saperi e identità della Food Valley.
Un appuntamento che mette in relazione enogastronomia,
cultura, formazione e valorizzazione del territorio
La Via Emilia non è soltanto una strada che attraversa l’Emilia-Romagna. È una delle grandi direttrici culturali e produttive italiane, lungo la quale nei secoli si sono consolidate tradizioni agricole, artigianali e gastronomiche oggi riconosciute in tutto il mondo.
È proprio da questa identità che prende forma EmiliaFoodFest, il festival dedicato ai sapori e alle tradizioni della Via Emilia, che torna a Carpi dal 25 al 27 settembre 2026, trasformando il centro storico e in particolare Piazza Martiri in un grande spazio di incontro fra produttori, pubblico, operatori e cultura del cibo. L’ingresso è libero e la manifestazione si svolge dalle 9 alle 20.
Non si tratta soltanto di una mostra-mercato. Il programma costruisce un percorso nel quale il prodotto diventa strumento per raccontare un territorio e il suo patrimonio produttivo: cooking show, degustazioni guidate, laboratori, incontri, convegni, premiazioni, appuntamenti con gli autori e visite guidate compongono una proposta capace di coinvolgere pubblici diversi, dalle famiglie agli appassionati, fino agli operatori del settore e a chi guarda al turismo culturale ed enogastronomico.
Il valore dell’iniziativa risiede proprio nella capacità di mettere in connessione cibo, conoscenza ed economia locale. Le eccellenze emiliano-romagnole non vengono presentate come semplici prodotti da degustare o acquistare, ma come espressione di competenze, materie prime, tecniche di lavorazione e patrimoni culturali che contribuiscono alla riconoscibilità della Food Valley.
In questa prospettiva, la manifestazione assume anche una dimensione formativa. Il coinvolgimento del CFP Nazareno di Carpi testimonia infatti l’importanza del rapporto fra cultura gastronomica e formazione delle nuove generazioni: trasmettere competenze significa contribuire alla continuità di un patrimonio che non può essere considerato statico, ma deve essere interpretato e rinnovato.
Anche il territorio viene chiamato a partecipare. Durante i giorni del festival sono previste aperture e iniziative dedicate a luoghi di interesse culturale della città e del territorio, creando un collegamento diretto fra esperienza gastronomica, patrimonio storico e turismo. Tra gli appuntamenti figurano anche percorsi legati al Museo Monumento al Deportato, al Campo di Fossoli e ai Musei di Palazzo dei Pio, con aperture e iniziative speciali.
Una scelta significativa perché racconta una concezione contemporanea del turismo enogastronomico: non più soltanto consumo di prodotti, ma esperienza complessiva del territorio. Il visitatore viene invitato a conoscere ciò che mangia, ma anche i luoghi, le persone, la storia e le competenze che rendono possibile quella produzione.
La dimensione territoriale emerge anche dalla collaborazione con le attività di ristorazione aderenti, chiamate a proporre menu ispirati alla tradizione emiliano-romagnola. È un ulteriore tassello di una filiera che mette in relazione produttori, ristorazione, commercio, cultura e turismo.
A sostenere la comunicazione dell’edizione 2026 sarà Radio Bruno, media partner della manifestazione, mentre la collaborazione con il CFP Nazareno rafforza il legame fra divulgazione, formazione e cultura gastronomica.
EmiliaFoodFest diventa così una fotografia contemporanea della Via Emilia: una terra nella quale tradizione e innovazione possono convivere, purché il patrimonio gastronomico venga interpretato come una risorsa culturale ed economica da conoscere, proteggere e trasferire alle nuove generazioni.
Perché valorizzare un prodotto significa oggi andare oltre la sua notorietà: significa raccontarne l’origine, le competenze, la filiera e il territorio. È in questa capacità di trasformare il patrimonio agroalimentare in conoscenza, esperienza e valore condiviso che si misura una parte importante del futuro delle economie della Terra.
EmiliaFoodFest non è soltanto una vetrina delle specialità regionali. Il suo interesse sta soprattutto nella possibilità di entrare dentro il patrimonio gastronomico emiliano, comprenderne le origini e riconoscere il valore che esiste dietro ogni prodotto.
Degustazioni, cooking show, laboratori, incontri, appuntamenti con gli autori, momenti di approfondimento e iniziative dedicate alle famiglie costruiscono un itinerario nel quale il gusto diventa conoscenza. Un modo contemporaneo di raccontare il cibo, nel quale assaggiare significa anche osservare, ascoltare, confrontarsi e scoprire.
È una prospettiva particolarmente interessante perché restituisce centralità alla cultura della qualità. Dietro una specialità gastronomica ci sono infatti agricoltori, allevatori, trasformatori, artigiani, cuochi e intere filiere produttive. Ci sono competenze che richiedono tempo, conoscenza e continuità. E c’è un territorio che diventa riconoscibile proprio attraverso ciò che produce.
EmiliaFoodFest porta questa ricchezza nel cuore di Carpi, creando un dialogo fra enogastronomia e patrimonio culturale. Il visitatore può infatti affiancare alla scoperta dei sapori quella dei luoghi storici della città e del territorio, ampliando l’esperienza oltre la dimensione strettamente gastronomica.
È questo uno degli aspetti più contemporanei dell’evento: la capacità di costruire un’esperienza nella quale il prodotto diventa porta d’accesso al territorio.
Per chi ama il gusto e desidera conoscere più profondamente l’Italia attraverso le sue eccellenze, EmiliaFoodFest rappresenta dunque un’occasione per fermarsi e guardare con maggiore attenzione ciò che spesso diamo per scontato: un prodotto non è mai soltanto ciò che assaggiamo.
È una storia produttiva, una competenza, una materia prima, una tradizione, un paesaggio. È economia locale e identità. È cultura che si rinnova.
E quando tutto questo arriva nelle piazze di una città, trasformandosi in esperienza condivisa, il cibo torna ad assumere il suo significato più autentico: quello di un linguaggio capace di raccontare un territorio e di creare relazione.
EmiliaFoodFest 2026 sarà quindi un invito a percorrere la Via Emilia anche attraverso i sensi, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla meraviglia della scoperta.